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VALERIA ESPOSITO - L'attività letteraria - L'Inventafiabe

Spirto Gentil Violetta vendicata Regina@.it


IL PALAZZO DEL PENTAGRAMMA

ELEMENTI
Pentagramma.
Sogno magico.
Violino.

C’era una volta e c’è ancora una bimba piccola e tonda di nome Teresinella, così buona e dolce che se la si pungeva con uno spillo, invece di sangue usciva miele dalle sue vene.
Inutile dire che la povera bimba attirava zanzare come lo zucchero ed era dunque costretta a ricoprirsi di puzzolente crema antizanzare e a dormire avvolta da una fitta zanzariera.
Teresinella aveva una bella vocina intonata e le piaceva tanto cantare, così la mamma aveva pensato di farle studiare musica; suonare il piano le era piaciuto sin dall’inizio e, anche se i primi esercizi erano molto ripetitivi e noiosi, le sue dita grassocce non si stancavano e scorrevano agili sulla tastiera, ma quello che proprio le riusciva ostico era il solfeggio. In fondo era ancora piccola e solo da poco aveva imparato a leggere, cosicché non ce la faceva proprio a ricordare i nomi e l’altezza delle note ed ogni volta che doveva andare a lezione era una vera tragedia, poiché aveva paura che la maestra la sgridasse: Teresinella si sforzava di ricordarsi che ad esempio il DO si trovava nel terzo spazio ed il MI nel primo rigo e nel quarto spazio, ma quando aveva davanti il pentagramma tutto le si confondeva davanti agli occhi e fra righe, testine di note, crome, semibiscrome, punti, tagli in testa e tagli in gola non capiva più nulla.
Ormai era talmente scoraggiata che aveva detto alla mamma di voler lasciar perdere la musica, ma Teresinella aveva la fortuna di avere come zia la Fata Boccadoro, che decise di aiutarla con un sogno magico…

******************

Teresinella si svegliò, ma si ritrovò in un letto che non era il suo: la luce filtrava dalle tende di velluto e sbirciando attraverso una zanzariera tutta d’oro la bimba si rese conto di essere in una stanza grandissima, piena di broccati e sete luccicanti; scostò la pesante rete della zanzariera, si alzò e scoprì che il suo letto non era altro che un pianoforte a coda bianco, ricoperto da un bel piumino. Ma a guardar bene, tutti gli oggetti della stanza erano strumenti musicali: lumi e lampade a forma di trombe, sassofoni e clarinetti, sedie e poltrone a forma di violini , viole e contrabbassi, tamburi come tavoli, e così via…
- Ma dove mi trovo?- disse ad alta voce.
In quell’attimo entrò nella stanza un maggiordomo tutto impettito.
- Buongiorno, Madamigella Teresinella. - disse l’uomo, che parlava cantando con un’incredibile voce da basso profondo.
- Buongiorno, ma dove mi trovo?
- Ma che domande mi fa? Lei è la Principessa del Palazzo del Pentagramma ed io sono il Maggiorbasso, qui per servirla.
- Il Palazzo del Pentagramma? Ma questa non è casa mia: io mi chiamo Teresa Lombardi ed abito in Via del Gelsomino 8…
- Ci risiamo... Che pazienza che ci vuole con lei…Un’altra delle sue amnesie. Ma non si preoccupi: vedrà che più tardi si sentirà meglio.
Nel dire così il Maggiorbasso sospirò in una tonalità cavernosa e poi batté le mani:
- La colazione di Madamigella, per favore.
Come dal nulla apparve un grande vassoio sospeso nell’aria che si andò rumorosamente a posare sul tavolo a forma di tamburo facendolo risuonare.
C’era ogni ben di dio: cioccolata calda, panna, brioche e cornetti, tutti a forma di violini e clarinetti. Teresinella era molto golosa e per giunta sempre a dieta, a causa dello zucchero nel sangue, così si dimenticò di tutto ed iniziò a rimpinzarsi di dolci, senza neanche accorgersi di essere rimasta sola nella grande stanza.
Improvvisamente sentì un suono, che riconobbe subito come quello di un violino che dà il FA all’orchestra: la sua zia Fata la portava spesso ai concerti e le aveva spiegato che il primo violino prima del concerto dà il FA all’orchestra per far accordare tutti gli strumenti alla stessa altezza.
Si voltò verso la direzione da cui proveniva il suono e si trovò sotto il naso un violino sospeso magicamente nell’aria. Dalla sorpresa la bambina spalancò la bocca ed un pezzo di cornetto al cioccolato le cadde per terra.
- Forza Teresinella: è ora di iniziare i nostri esercizi. - disse il violino che parlava con una strana voce intonata sempre sulla stessa nota, il SOL, naturalmente...
- Ma io non so suonare il violino…
- Ah, ah,ah… Capisco: un’altra delle tue amnesie. Ti rispiego tutto un’altra volta: tu sei Madamigella Teresinella, principessa del Palazzo del Pentagramma o Palazzo del DOREMI, che dir si voglia, e come tale tu sai suonare tutti gli strumenti presenti in questa stanza…
- Ma non è vero: io so suonare solo un po’ il pianoforte…
Un coro di proteste si sollevò nella stanza, tutti gli strumenti si animarono e si misero a suonare un concerto di Mozart, guidati dal primo violino che faceva loro da direttore.
Era una musica talmente bella che Teresinella si mise a ballare.
- Su!- la incoraggiò il violino, senza smettere di dirigere. - Suona con noi.
- Ma che bisogno c’è di me?Siete così bravi da soli!
- Ma che dici! Senza di te che divertimento c’è? La musica si fa insieme.
Come spinta da una forza misteriosa, Teresinella si fece trasportare dalla musica ed iniziò a suonare con una tecnica prodigiosa tutti gli strumenti che c’erano nella stanza, passando disinvoltamente dall’uno all’altro: violino, violoncello, contrabbasso, clarinetto, oboe, flauto e così via.
Alla fine del primo movimento tutti tacquero e ritornarono immobili, tranne il primo violino:
- Hai visto? Sei bravissima!
- Non l’avrei mai detto…. Faccio tanta fatica ad imparare il solfeggio.
- Sciocchezze! Ancora con questa storia del solfeggio… Adesso ti porto a visitare il tuo palazzo e vedrai che dopo non ti dimenticherai mai più i nomi e le altezze delle note. Seguimi.

Etcetera, etcetera…